Forme di disagio
Il disagio può assumere molteplici forme:
Tutte queste forme di disagio possono essere trattate a vari livelli per ottenere diversi gradi di cambiamento.
Un programma terapeutico a tappe graduali consente:
1. di venire incontro alle richieste formulate inizialmente dal paziente.
2. di adeguarsi alla necessità del paziente di esplorare livelli di conoscenza più profondi o di fermarsi a livelli più superficiali.
Disordini Alimentari
Con il termine Disordini Alimentari si fa abitualmente riferimento ad un disturbo o disagio caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo. In questi disturbi, l'alimentazione può assumere caratteristiche assai disordinate e caotiche, ossessive e ritualistiche, tali da compromettere la possibilità di consumare un pasto in modo "abbastanza normale" e da mantenere normali attitudini verso il cibo.
Accanto all'alterazione del comportamento alimentare vi è una distorta valutazione del corpo e delle sue forme, con la sensazione di essere grassi, brutti e quindi socialmente non accettabili. Tale condizione ha una forte influenza negativa sulla propria autostima e amabilità.
Tra questi disturbi, classificati come ben precise patologie, troviamo l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa e i disturbi non altrimenti specificati.
L'obesità non è legata necessariamente alla presenza di problemi psicologici, tuttavia può essere fonte di notevole disagio, fisico e/o emotivo, oltre che causa di gravi problemi di salute. Nell'obesità entrano in gioco fattori biologici, comportamentali e sociali che interagiscono attraverso la mediazione fisiologica dell'introito calorico e del dispendio energetico.
Il trattamento Cognitivo-Comportamentale dell'obesità non prevede una dieta, ma ha l'obiettivo di modificare lo stile di vita col fine di aiutare a raggiungere e mantenere un peso ragionevole e di superare la necessità di gratificarsi con il cibo.
Disturbi d'Ansia
L'ansia e lo stress
L'ansia è una condizione fisiologica. E' utile a proteggerci dai rischi, a migliorare le prestazioni e ci fa selezionare gli stimoli con maggiore attenzione.
L'ansia è generata da un meccanismo psicologico che svolge la funzione di anticipare la percezione di un eventuale pericolo prima ancora che quest'ultimo sia chiaramente sopraggiunto, mettendo in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono da un lato all'esplorazione per identificare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall'altro, all'eventuale fuga.
Tuttavia, può accadere che l'ansia si trasformi da risposta del tutto naturale e utile a preoccupazione sproporzionata o irrealistica, provocando un forte disagio. Questa evenienza può presentarsi per diversi motivi, spesso difficilmente identificabili e quindi, generalizzando, possiamo dire che accade poiché vi è una valutazione errata delle percezioni ricevute da parte dei propri processi cognitivi. In questi casi la persona tende a sviluppare varie tipologie di comportamento, al fine di tenere sotto controllo le forti angosce che la attanagliano continuamente. Un esempio è il comportamento di evitamento, attraverso il quale la persona evita volontariamente e ripetutamente il contatto con l'oggetto fonte d'ansia, alimentando in maniera sempre maggiore la paura verso di esso.
L'ansia è costituita da diverse componenti:
1. Componente cognitiva e comportamentale. Le possibilità sono due: affrontare in modo diretto il problema che si è presentato oppure evitarlo. Nel primo caso si reagisce analizzando il problema e preparando una soluzione adeguata. Con l'evitamento, invece, si tende a rimandare il problema, ottenendo un senso di sollievo immediato, e questo fa si che in presenza di situazioni analoghe si riutilizzi lo stesso meccanismo, creando un sistema che si auto-rinforza. Tuttavia, a lungo termine aumenta la sensazione di non essere in grado di far fronte alla situazione oggetto dell'evitamento, accrescendo così il senso di bassa autostima.
2. Base fisiologica. Prepara e predispone l'organismo all'azione.
Stress e ansia sono strettamente collegati. Lo stress, come l'ansia, non è, di per sé, un meccanismo negativo, bensì un adeguato livello di attivazione è utile al miglioramento delle prestazioni. Anche nel caso dello stress gli elementi ambientali (situazioni, esperienze o persone) subiscono sempre un'elaborazione cognitiva inconsapevole, dalla quale dipende in gran parte la reazione della persona all'evento stressante, sulla base di esperienze diverse e di strategie interpretative e di pensiero diverse.
Come per l'ansia, se i livelli di attivazione diventano troppo alti per la persona, possono verificarsi grossi scompensi emotivi e fisici difficilmente risolvibili. Tra i sintomi più frequenti dello stress ricordiamo: frequente sensazione di stanchezza generale, accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, crisi di pianto, depressione, disturbi del sonno, dolori muscolari, ulcera dello stomaco, diarrea, crampi allo stomaco, colite, facilità ad ammalarsi, difficoltà ad esprimersi e a trovare un vocabolo conosciuto, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, frequente bisogno di urinare, iperattività, confusione mentale, irritabilità, abbassamento delle difese immunitarie, ipertensione, cefalea, ulcera.
I disturbi d'ansia
Possono essere distinti in cinque categorie principali:
Fobie: paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall'attesa di un oggetto o situazione specifici (per es. volare, altezza, spazi aperti, spazi chiusi, insetti, animali, sangue, ecc.)
Disturbo di panico: un periodo distinto di intensa paura o disagio; spesso gli attacchi di panico iniziano con un periodo di 10 minuti di rapido aumento della gravità dei sintomi. I principali sintomi mentali sono una paura estrema e una sensazione di morte imminente o di stare impazzendo. I segni fisici spesso comprendono tachicardia, palpitazioni, difficoltà a respirare e sudorazione. L'attacco di solito dura da 20 a 30 minuti e raramente più di un'ora. Le persone che soffrono di questo disturbo non riescono ad individuare la causa che scatena gli attacchi di panico e generalmente sviluppano forti paure su quando e dove capiterà il prossimo.
Disturbo d'ansia generalizzato: ansia e preoccupazione eccessive che si manifestano per la maggior parte dei giorni riguardo ad una quantità di eventi o di attività (come prestazioni lavorative o scolastiche). Le persone che ne soffrono possono sentirsi: irrequiete, tese o con i nervi a fior di pelle, si affaticano facilmente, possono avere difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, tensione muscolare, alterazioni del sonno ed essere irritabili.
Disturbo post-traumatico da stress: un evento "traumatico" che ha implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, od una minaccia all'integrità fisica propria o di altri e che ha provocato paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore, viene poi rivissuto persistentemente con ricordi spiacevoli e intrusivi e\o sogni ricorrenti dell'evento nonostante gli sforzi per evitarli. La persona prova un disagio psicologico intenso di fronte a situazioni esterne o sensazioni interne che assomigliano a qualche aspetto dell'evento "traumatico". Si possono inoltre manifestare: incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma; riduzione marcata dell'interesse o della partecipazione ad attività significative; sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri; sentimenti di diminuzione delle prospettive future, difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno; irritabilità o scoppi di collera, difficoltà di concentrazione, ipervigilanza, esagerate risposte di allarme.
Disturbo ossessivo-compulsivo: è caratterizzato da eccessivo tentativo di controllo, elevati stati d'ansia, ossessioni e\o compulsioni.
Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi e inappropriati, e che causano ansia o disagio marcati. I pensieri, gli impulsi o le immagini non sono semplicemente eccessive preoccupazioni per i problemi della vita reale.
Alcune tra le ossessioni più frequenti riguardano la contaminazione (per es. essere contaminati quando si stringe la mano a qualcuno), dubbi ripetitivi (per es. chiedersi se si è compiuto correttamente un gesto), ecc. La quantità dei contenuti delle ossessioni è pressoché infinita.
Le compulsioni sono invece atti mentali o comportamenti ripetitivi, ritualizzati e più o meno intenzionali, eseguiti secondo certe regole applicate in maniera rigida, messi in atto al fine di prevenire o ridurre l'ansia e il disagio associati ad un'ossessione. Vengono eseguite con una sensazione di costrizione soggettiva che, almeno inizialmente, è legata al desiderio di opporvisi.
Le compulsioni più frequenti riguardano il pulire la propria persona od oggetti, il controllare la chiusura di porte, gas, ad intervalli di pochi minuti, il ripetere frasi, pensieri o il contare per allontanare pensieri involontari, mettere in ordine, attraversare una soglia un certo numero di volte ecc.
Disturbi dell'Umore
Depressione
La tristezza transitoria è un'emozione normale dell'uomo. Si considera depressione invece uno stato di umore basso che perduri almeno due settimane, associato a vari sintomi cognitivi, comportamentali, fisici ed emotivi. In genere una persona che soffre di depressione perde interesse nei confronti delle attività che in precedenza gli procuravano piacere e spesso cessa di svolgerle. Il sonno può essere disturbato, prolungato o ridotto e si registra sovente un calo dei livelli di energia e della libido. La perdita di appetito e di peso è un segno in alcuni soggetti, altri invece cercano conforto nel cibo e quindi si assiste ad un aumento ponderale.
La depressione è caratterizzata da schemi di pensiero che mantengono lo stato d'animo in tale condizione; diminuisce la capacità di concentrarsi e si formulano spesso pensieri negativi su di sé con un'eccessiva autocritica e si ha una negatività diffusa sul mondo e sfiducia nei confronti del futuro.
Quando i sintomi diventano intensi, cronici o frequenti possono ostacolare la normale vita di relazione o di lavoro.
Ciclotimia
La ciclotimia si riferisce ad un disturbo caratterizzato da un'oscillazione del tono dell'umore che passa da una polarità depressiva ad una euforica, con una certa ciclicità. Questi cicli di depressione ed euforia si alternano a periodi di completa 'normalità', in cui il soggetto riesce a trovare un equilibrio.
I sintomi della depressione sono quelli consueti. Meno conosciuti, anche perché più facilmente scambiati come un tratto di personalità, sono i sintomi relativi alla fase euforica: grande stima di sé, ottimismo eccessivo, espansività, sensazione di avere forte energia, estrema irritabilità.
La persona in fase maniacale può, per esempio, spendere molti soldi, fare acquisti folli, essere particolarmente volubile e capace di cambiare opinione in un breve lasso di tempo.
Disturbi di Personalità
I disturbi della personalità sono caratterizzati dalla rigidità e dalla presentazione inflessibile di tali tratti, anche nelle situazioni meno opportune. Ad esempio, alcune persone tendono sempre a presentarsi in modo seducente indipendentemente dalla situazione nella quale si trovano, rendendone così difficile la gestione; altre persone, invece, tendono ad essere sempre talmente dipendenti dagli altri che non riescono a prendere autonomamente proprie decisioni.
Solitamente tali tratti diventano così consueti e stabili che le persone stesse non si rendono conto di mettere in atto comportamenti rigidi e inadeguati, da cui derivano le reazioni negative degli altri nei loro confronti, ma si sentono sempre le vittime della situazione e alimentano il proprio disturbo. Così, ad esempio, una persona che presenta un disturbo paranoide di personalità, non capisce che, con il suo comportamento sospettoso, non dà fiducia agli altri, e si "tira addosso" fregature e reazioni aggressive, confermandosi l'idea che non ci si può fidare di nessuno.
Alcune delle classificazioni sono:
Disturbo paranoide di personalità: chi ne soffre tende ad interpretare il comportamento degli altri come malevolo, comportandosi così sempre in modo sospettoso.
Disturbo borderline di personalità: solitamente chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell'idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molti campi della propria vita.
Disturbo istrionico di personalità: chi ne soffre tende a ricercare l'attenzione degli altri, ad essere sempre seduttivo e a manifestare in modo marcato e teatrale le proprie emozioni.
Disturbo narcisistico di personalità: chi ne soffre tende a sentirsi il migliore di tutti, a ricercare l'ammirazione degli altri e a pensare che tutto gli sia dovuto, data l'importanza che si attribuisce.
Disturbo evitante di personalità: chi ne soffre tende a evitare in modo assoluto le situazioni sociali per la paura dei giudizi negativi degli altri, presentando quindi una marcata timidezza.
Disturbo dipendente di personalità: chi ne soffre presenta un marcato bisogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni.
